Vitalizio 24 settembre: privilegi che restano

Vitalizio 24 settembre: privilegi che restano

Dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura per i parlamentare di 60 anni scatta il diritto alla pensione. Questa data è fissata, non per loro volere, il 24 settembre 2022. Nessun parlamentare vorrebbe interrompere il proprio mandato, ma secondo la legge si può restare in carica fino alla formazione del nuovo parlamento, la cui data è proprio il 24 settembre. Non solo, anche i 50 mila euro di contributi, versati da ogni parlamentare andrebbero persi. Scopriamo qualcosa in più sul vitalizio del 24 settembre.

Vitalizio 24 settembre: Quando scatta la pensione per senatori e dei deputati

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Dal 2012, il vitalizio è stato sostituito da un assegno molto sime a quello delle altre classi di lavoratori. Ma c’è una differenza, per ottenere l’ assegno vitalizio, quindi la pensione, bisogna aver ricoperto il ruolo di parlamentare per un totale di 4 anni, 6 mesi e un giorno. Significa che ai parlamentare in carica che non soddisfano questi requisiti, non toccherebbe nessun vitalizio se le il parlamento venisse sciolto prima del tempo, in questo caso rimarrebbero scoperti 6 mesi. In questa categoria rientrano il 73 per cento dei senatori e il 68 per cento dei deputati.

Il vitalizio e i 50mila euro di contributi versati

Come abbiamo già accennato, ogni parlamentare, all’ inizio del suo mandato ha versato 50 mila euro di contributi. Se non venissero raggiunti i 4 anni, sei mesi e un giorno, questi contributi verrebbero persi, perchè non possono essere associati a nessun altra attività lavorativa. Questo è un sistema che li penalizza rispetto agli altri cittadini, i cui contributi non vengono persi, nemmeno se la loro attività lavorativa cambia. Il loro vantaggio è che per ricevere la pensione non devono versare contributi ventennali, cosa che succede per i normali cittadini, e i contributi ammontano a 50 mila euro.

Quanto è alto il rischio di perdere la pensione da parlamentare

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Il 68% della Camera è composta da deputati neoeletti, che vorrebbero vedere la legislatura durare di più del 24 settembre 2022, in modo che questo torni a loro vantaggio. Il totale dei deputati neoeletti sono 427 e la Lega e Coraggio Italia sono quelli con il numero maggiore di neoeletti, ben il 92 per cento del totale. Subito troviamo Fratelli d’Italia con l’89 per cento. Tra i gruppi con neoeletti più bassi troviamo Pd e Leu con rispettivamente 44 per cento e 42 per cento. Al Senato invece compongono il 73 per cento di tutti i senatori, che in totale sono 234. I gruppi parlamentari con meno neoeletti sono le Autonomie e il Misto. Mentre quelli con una percentuale maggiore sono la Lega con l’ 89 per cento e Fratelli d’Italia con il 95.

E’ nell’ interesse economico di tutti evitare uno scioglimento anticipato al 24 settembre 2022. Il vitalizio può considerarsi salvo perchè la Costituzione dichiara “finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti”. Questo significa che le camere potranno continuare a compiere atti necessari al governo.

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